Kurosawa voleva il realismo storico, e trovò documenti sui Ronin, Samurai senza padrone che difendevano la gente comune dai briganti, per denaro.
Il villaggio fu ricostruito in esterni, in modo del tutto verosimile, su richiesta ferma di Toshiro Mifune, e la versione integrale del film durava più di tre ore (203 minuti), così la produzione impose tagli sostanziosi, per poter rendere fruibile il film in occidente. Le scene di battaglia sotto la pioggia battente sono memorabili, e il Giappone riusciva così ad elevare il suo cinema ai livelli hollywoodiani, e a rendere questo film un capolavoro.
Il film è composto da un prologo, un epilogo e quattro capitoli: i contadini cercano, i samurai sono reclutati, la difesa, la battaglia; i sette samurai sono ognuno diverso dagli altri, nel loro comportamento ed etica da samurai. Offre emozione, sentimento, movimento, azione, filosofia, intrattenimento.
Un remake, I magnifici sette, Sturges (1960), I magnifici sette dello spazio, Jimmy T. Murakami e Roger Corman (1980), omaggi indiretti, Quella sporca dozzina, Robert Aldrich (1967) e altri, sono riedizioni del sacrificio eroico mostrato da Kurosawa.
“Noi samurai siamo come il vento che passa veloce sulla terra, ma la terra rimane e appartiene ai contadini. Anche questa volta siamo stati noi i vinti; i veri vincitori sono loro.” [Kambei Shimada / Takashi Shimura]