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Project Hail Mary – 2026 – Phil Lord e Christopher Miller

Ryan Gosling ha una faccia per ogni modo, momento, necessità, e una necessità, modo, momento, per ogni faccia. Riesce ad essere intenso, leggero, drammatico, ironico, coraggioso, vigliacco, ecc ecc e il contrario di ecc ecc, tutto in una sola volta.
Questo film non è un film di fantascienza, la storia è, direi, poco importante, o per lo meno, passa in secodo piano. In primo piano c’è una interazione di due esseri con un solo punto in comune, e gli altri tutti quanti, estremamente diversi. Il punto in comune è lo scopo, e il luogo in cui si incontrano. Il resto è lo svolgersi della loro “relazione”, dalla possibilità di comunicare, alla possibilità di amarsi, di avere cura l’uno dell’altro, e di non scordarsi più l’uno dell’altro. Tutte le stelle, i vuoti dello spazio, gli eventi drammatici, persino tutto quello che li ha portati a incontrarsi lì, passano in un estremo piano di subordinazione al loro modo di stare insieme. Di vivere insieme un progetto, di trovarsi insieme in un punto di possibile soluzione, di essere insieme in un finale che non è quello più scontato.
Devo assolutamente leggere il romanzo Project Hail Mary di Andy Weir – 2021, e devo assolutamente comprare il peluche di Rocky.