In Scifi - Fantasy/ Thriller

Disclosure Day – 2026 – Steven Spielberg

Brutta fotografia, colori che cambiano, e disorientano. Storia pasticciata dal principio, pretese di naturalismo, ecologismo, qualche altro ismo. Una strana fissazione per i primi piani, fino a dentro agli occhi, che non sono male eh, ma non ravvedo l’utilità. La tizia che diventa di colpo sensitiva… nel tentativo di creare attese? Intrecci politici, minestre in polvere da buste da poche lire, immagini che dovrebbero creare aspettative emozionali.
Io non ho il freezer, e, ora e qui, rivendico la scelta di non averlo. Il motivo, è la pretesa di trovare il motivo.
Atmosfere da presunta scifi, poco credibile. Quanti anni ha Spielberg? 80, e si vedono tutti, l’aria che si respira è ammuffita, e pure io sono ammuffita eh, lo dico con cognizione di causa.
Troppo tempo in spiegazioni, troppa anticamera per un film. Quando un film lascia trasparire i rumori di contorno, del giorno, del quotidiano, degli altri, non è un film che ti sta prendendo, lo devi prendere tu e lo devi portare in fondo, per mano, e non va bene. La possessione sensoriale. È peggio della minestra in polvere, è un budino raffermo.
Vorrei aggiungere che qualcosa del finale ha attrattiva, ma resto con la mia parola in mente: bruttura.