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Thriller

In Scifi - Fantasy/ Thriller

Disclosure Day – 2026 – Steven Spielberg

Brutta fotografia, colori che cambiano, e disorientano. Storia pasticciata dal principio, pretese di naturalismo, ecologismo, qualche altro ismo. Una strana fissazione per i primi piani, fino a dentro agli occhi, che non sono male eh, ma non ravvedo l’utilità. La tizia che diventa di colpo sensitiva… nel tentativo di creare attese? Intrecci politici, minestre in polvere da buste da poche lire, immagini che dovrebbero creare aspettative emozionali.
Io non ho il freezer, e, ora e qui, rivendico la scelta di non averlo. Il motivo, è la pretesa di trovare il motivo.
Atmosfere da presunta scifi, poco credibile. Quanti anni ha Spielberg? 80, e si vedono tutti, l’aria che si respira è ammuffita, e pure io sono ammuffita eh, lo dico con cognizione di causa.
Troppo tempo in spiegazioni, troppa anticamera per un film. Quando un film lascia trasparire i rumori di contorno, del giorno, del quotidiano, degli altri, non è un film che ti sta prendendo, lo devi prendere tu e lo devi portare in fondo, per mano, e non va bene. La possessione sensoriale. È peggio della minestra in polvere, è un budino raffermo.
Vorrei aggiungere che qualcosa del finale ha attrattiva, ma resto con la mia parola in mente: bruttura.

In Commedia/ Drammatico/ Giallo/ Noir/ Thriller

Finché c’è prosecco c’è speranza – 2017 – Antonio Padovan

Opera prima, candidato ai Nastri d’Argento, dal romanzo omonimo di Fulvio Ervas, un piccolo film, leggero, denso, per un pomeriggio nevoso, leggero, denso.

C’è una atmosfera particolare intorno ad alcuni film… Sono tentata di dire film italiani, ma non è così, non sono solo italiani.
Poi penso: alcuni film italiani hanno un certo “colore”, se lo portano addosso per tutto il visibile, impermea tutto.
Poi penso: quindi alcuni registi hanno un loro certo “colore”, e lo spennellano su tutto.
Poi penso: e quindi alcune capacità di comunicare emozioni, certe emozioni, hanno un “colore”.
Che colore è?
È ambra, è trasparente, è un vetro colorato che connota tutto, e lo colora di: ricordo, cannella, rimpianto, curcuma, legami, fiordaliso, amicizia, papavero, intimità, salvia, giustizia, oro, contenuto.

In Giallo/ Poliziesco/ Thriller

Tre Rivelazioni – 2025 – Yeon Sang-ho

Il dramma permea le scene dall’inizio. La colonna sonora sembra una lezione di Dario Argento e poi i presupposti si mostrano. Con riprese statiche e lente, le emozioni precedono le immagini, le portano in giro come per le orecchie.
Le tematiche sono pasticciate e forse la modalità di suggerimento dei dettagli segue strade troppo occidentali.
Lo smarrimento è descritto come manciate di confetti per bambini.
La protagonista femminile, con espressioni, abiti, capelli, molto maschili, ha occhi grandi quasi quanto i personaggi degli anime.
Questo film è un inno alla possibilità del bene e del male, all’equilibrio della deformazione della verità, un semplice confronto di demoni interiori… Non vedo un thriller, un giallo, un poliziesco, come è catalogato.

In Drammatico/ Horror/ Scifi - Fantasy/ Thriller

Wolf Man – 2025 – Leigh Whannell

Il lupo è nella memoria dell’infanzia, il lupo si manifesta nel presente.
È un suono, una corsa verso te, la tua fuga.
È l’irrealtà che ti circonda e che disegna quella nuova visione.
È il contagio, la claustrofobia, l’isolamento.
Un confronto fra la realtà del quotidiano e la realtà della malattia, una interpretazione della condizione Covid-19.
L’irreatà della possibilità si trasforma nella possibilità dell’irrealtà, il cambiamento è veloce, la salvezza è sospesa ed esigua.
L’ambiente domestico accudisce la malattia, mentre avviene l’evoluzione delle forme, degli istinti. Non ci sono appigli, a motivi, storia, riflessioni, è un film che fa venire freddo.

In Horror/ Thriller

Abigail – 2024 – Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett

Abbiamo qui un vampiro bambina, ballerina, impassibile all’aglio e ai crocifissi. Abbiamo anche uno dei giochi di specchi degli ultimi tempi cinematografici, il giochetto di: “vi riunisco tutti qui, voi siete tutti colpevoli di qualcosa, e vi punisco”. E servivano i vampiri? La povera figlia incompresa che uccide per ingraziarsi il padre?

” I like playing with my food” [Abigail – Alisha Weir]

E poi il solito gioco dell’ “ammazza gli altri e ti salvi”.
Ma la luce funziona… Il contagio anche. Abbiamo anche alcuni microscopici dettagli interessanti, molti molti altri di pessimo gusto, un’inspiegabile lotta fra vampiri, dettagli storici calpestati e resi ridicoli, ettolitri di sangue ovunque, capovolgimento dei ruoli cattivi/buoni, spesso, volentieri, insensato. E funziona anche il paletto nel cuore, meno male. E abbiamo infine, aria, continua, fritta, di tarantiniana memoria, e la ripetizione, quasi ad ogni frase della parola fuck e derivati.

In Cinema Indipendente/ Drammatico/ Scifi - Fantasy/ Thriller

Aporia – 2023 – Jared Moshr

Si raccontano i fatti, sono nudi, sono crudi. Flashback sul passato a corredare la comprensione e la condizione emotiva.
Uh! ecco l’insinuazione, e mi sbuca in mente la domanda… “Come mai le cose più significative escono tutte da un garage?” (Capirò poi che non è un garage, ma una stanza degli ospiti). La macchina è aggrovigliata, informe, irreale; ma crea la seconda insinuazione.
Riprese con camera a mano, instabili, in continuo dondolamento fra realtà e irrealtà, e viaggio. E mi sbuca l’altra domanda… Quale è il prezzo?
La macchina è indistinta, nell’ombra, come nell’ombra sono tutte le intenzioni. E, ancora nell’ombra, ecco il prezzo da pagare, e la soluzione, posta in maniera un po’ troppo semplice. Il film nasce denso, poi si srotola, delinea direzioni; poi si incrina e sgretola, perde consistenza, crea alternative, tutto questo in modo consapevole, nella nuvola di vapori di irrealtà che ha già prodotto. La linea degli eventi e delle conseguenze scalza qualunque concetto preesistente sui viaggi nel tempo, sulle regole, sui paradossi, sugli anacronismi, e propone una via d’uscita che rimette a posto il disordine creato, senza fornire l’esito. Aria di Primer (Shane Carruth, 2004) Aporia, alfa privativo e poros, apertura, è una strada senza uscita.
Concetto cardine del film: la vita è costruita sui ricordi condivisi; quando le connessioni non hanno luogo, l’esistenza è isolata e devastata. Importante è quindi riconoscere e difendere quello che si è costruito.
Indie, sci-fi, drama, low-budget movie, viene presentato al Fantasia Film Festival 2023 Montreal, a luglio 2023, in prima mondiale.

In Horror/ Thriller

Backtrack – 2015 – Michael Petroni

La scena iniziale ricorda Solaris, e l’informazione di base anche, una perdita.
Il gioco di ombre fra la realtà e l’irrealtà inizia a mostrarsi e ad accarezzare la mente, in modo anche molto veloce. Il buio è costante, i rumori senza origine, consueti. Continuano a mostrarsi i paralleli con Solaris, in dettagli portanti.
Poi l’irrealtà diventa consistente, spietata, e formula domande. Il ritmo si sfilaccia, i livelli temporali anche e i fantasmi si arrabbiano, tendono al senso di vendetta quasi asiatico, un po’ mescolato a considerazioni più comuni. E’ pur vero che il viso, le smorfie, di Adrien Brody, reggono tutto un film. più della storia che si vuole delineare.

In Thriller

Dark Glasses – 2022 – Dario Argento

Mi sono chiesta spesso, sempre, per cosa si celebra Dario Argento. E continuo a pensare che un motivo ci sia, ci sia stato, ma non so quale, non lo trovo. Le storie sono ossessivamente tutte identiche, il sangue sgorga nello stesso modo oceanico, e non splatter; gli attori sembrano presi qua e là in un supermercato due ore prima, le musiche sono le copie delle copie delle copie di se stesse. Ho conosciuto Dario Argento ad una sua prima nazionale, ed era più brutto dal vivo che in video, ma molto meno “infernale” di quel che si è sempre detto. Credo però che abbia creato qualcosa, di importante, per cui meritare rispetto e comprensione.

In Horror/ I mostri/ Scifi - Fantasy/ Thriller

Nope – 2022 – Jordan Peele

Visto in lingua originale. Introduce un concetto diverso: l’alieno, può essere solo una bestia, può solo volersi nutrire. Di noi. Non è diverso come idea, è diverso come viene rappresentata, un enorme rantolo di gola e un enorme boccone masticato. Il film scorre per una buona metà lento e confuso, non c’è una focalizzazione, tutto sembra girare dovunque; poi avviene, qualcosa avviene, e tutto si ricongiunge, si adorna di motivo. In un baleno viene immaginata una soluzione, e il classico sparuto pugno di uomini espugna la situazione, dopo aver capito tutto, escogitato tutto, immaginato tutto. Un continuo legame con il guardare e l’oggetto del guardare. Una continua simbologia dell’immagine e del vento. Un nuovo bel mostro per la nostra collezione, un film sugli ufo, un thriller, un monster movie, un ‘home’ invasion, un western e una commedia.

In Azione/ Scifi - Fantasy/ Thriller

Colossal – 2016 – Nacho Vigalondo

Un modo di portare i soliti mostri giganti, i kaiju, diverso, interessante, in una storia semplice e di effetto, semplice e complessa, nel suo svolgersi, rivelarsi. Ci sono tratti sci-fi, tratti drammatici, tratti da commedia, tratti da film d’azione; e poi ci sono sfumature di memorie, di conflitti, di percorsi, di metafore, del tutto niente male.
Io personalmente sono rimasta ad “assaggiare”, per poter dire quale gusto avesse, e più “assaggiavo”, più trovato nuovi gusti, più sottili ed elevati, senza perdere i precedenti. Mi ha sorpreso.