Il dramma permea le scene dall’inizio. La colonna sonora sembra una lezione di Dario Argento e poi i presupposti si mostrano. Con riprese statiche e lente, le emozioni precedono le immagini, le portano in giro come per le orecchie.
Le tematiche sono pasticciate e forse la modalità di suggerimento dei dettagli segue strade troppo occidentali.
Lo smarrimento è descritto come manciate di confetti per bambini.
La protagonista femminile, con espressioni, abiti, capelli, molto maschili, ha occhi grandi quasi quanto i personaggi degli anime.
Questo film è un inno alla possibilità del bene e del male, all’equilibrio della deformazione della verità, un semplice confronto di demoni interiori… Non vedo un thriller, un giallo, un poliziesco, come è catalogato.
In Giallo/ Poliziesco/ Thriller
