In Commedia/ Drammatico/ Scifi - Fantasy

Uccellacci e uccellini – Pier Paolo Pasolini – 1966

Un viaggio senza meta, una favola senza logica, uno scorcio di visione su temi di grande attenzione, un clown e un soldatino di stagno, e un corvo.

“Non ho mai “messo al mondo” un film così disarmato, fragile e delicato come Uccellacci e uccellini. Non solo non assomiglia ai miei film precedenti, ma non assomiglia a nessun altro film. Non parlo della sua originalità, sarebbe stupidamente presuntuoso, ma della sua formula, che è quella della favola col suo senso nascosto. Il surrealismo del mio film ha poco a che fare col surrealismo storico; è fondamentalmente il surrealismo delle favole (…). Questo film che voleva essere concepito e eseguito con leggerezza, sotto il segno dell’Aria del Perdono del “Flauto Magico”, è dovuto in realtà a uno stato d’animo profondamente malinconico, per cui non potevo credere al comico della realtà (a una comicità sostantivale, oggettiva). L’atroce amarezza dell’ideologia sottostante al film (la fine di un periodo della nostra storia, lo scadimento di un mandato) ha finito forse col prevalere. Mai ho scelto per tema di un film un soggetto così difficile: la crisi del marxismo della Resistenza e degli anni Cinquanta, poeticamente situata prima della morte di Togliatti, subita e vissuta, dall’interno, da un marxista, che non è tuttavia disposto a credere che il marxismo sia finito (il buon corvo dice: “Io non piango sulla fine delle mie idee, perché verrà di sicuro qualcun altro a prendere in mano la mia bandiera e portarla avanti! È su me stesso che piango…”).” [Pier Paolo Pasolini]