In Drammatico

Il settimo sigillo – Ingmar Bergman – 1957

Trasposto da Pittura su legno, dello stesso Bergman, 1955, pièce teatrale, è un film molto suggestivo, con uso mirabile di luci e ombre, di bianchi e neri, di simboli, di dubbi, di speranze, di conforto, di amore, di famiglia, di carità, di morte, di armonia. Fu un successo internazionale, il primo di Bergman, e lo consacrò presso la critica e il pubblico, con una narrazione a tratti tragica, a tratti comica, di commedia, grottesca, con richiami pittorici all’arte scandinava. Bergman cerca Dio, cerca il confronto Dio – uomo, cerca l’anima, cerca l’ignoto.

“E quando l’agnello aperse il settimo sigillo, si fe’ nel cielo un profondo silenzio di mezz’ora. E vidi i sette angeli che stavano dinanzi a Dio, e furono date loro sette trombe poi un altro angelo si fermò davanti all’altare con un turibolo e gli fu data gran quantità d’incenso. E allora il primo angelo die’ fiato alla tromba, e ne venne grandine e fuoco misto a sangue e così furono gettati sopra la terra, e la terza parte della terra fu arsa, e la terza parte degli alberi fu arsa, e fu arsa l’erba verdeggiante. E quindi il secondo angelo die’ fiato alla tromba e una specie di grande montagna di fuoco ardente fu gettata in fondo al mare, e la terza parte del mare diventò sangue… E anche il terzo angelo die’ fiato alla sua tromba. E dall’alto del cielo cadde una stella grande, ardente come fiaccola. La stella si chiamava Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare.” Apocalisse 8, 1-11