In Robby the Robot/ Scifi - Fantasy

Il pianeta proibito – Fred M. Wilcox – 1956

Ispirato velatamente a La tempesta di Shakespeare, con la presenza di Robby il robot, che reciterà in altri numerosi film, con sequenze animate del mostro create da Joshua Meador prestato dalla Walt Disney, il film propone una riflessione sulla incapacità dell’uomo a controllare la conoscenza.
Fu un pensiero rivoluzionario, per la fantascienza dell’epoca, abituata ad alieni in costume, razzi a fiammella, dischi volanti appesi a fili, indagare nell’intimo, nelle angosce, e fu di grande ispirazione per i successivi film, nelle visioni di smaterializzatore, teletrasporto, phaser, comunicatori, mostri che si alimentano dell’io e crescono fino a sopraffare, e naturalmente Robby.
All’epoca non fu pienamente compreso, ma è diventato un cult, un film che non perde mai la sua freschezza, nonostante il tempo, la realtà e la fantasia abbiano suggerito tante altre immagini. Il Pianeta Proibito è stato tra i primi a provare a descrivere una civiltà aliena avanzata ed estinta, e tutto senza mostrare una sola creatura, i Krell, di cui si sa pochissimo. La musica futuristica fu composta da Bebe e Louis Barron con un Moog fatto in casa, con suoni così insoliti che non vennero chiamati “musica” nei titoli di coda, ma “Tonalità elettroniche“.