In Commedia/ Drammatico

La dolce vita – Federico Fellini – 1960

Uno dei più celebri fim della storia del cinema, per il quale, come nelle sue abitudini, Fellini curò una sceneggiatura confusa, preferiva lasciare molto all’improvvisazione. Via Veneto fu ricostruita completamente in studio, e rappresentò uno dei costi maggiori della produzione. Gli attori recitavano ognuno nella sua lingua madre, creando una sorta di babele sul set.
Il film ebbe un successo immediato di pubblico, è uno dei film più visti al mondo a tutt’oggi; c’era però contrasto fra accoglienza di pubblico e di critica, e il Morandini lo definisce un viaggio nel racconto di Roma di quegli anni, e del suo disgusto; ci furono anche 400 telegrammi in un sol giorno che accusavano Fellini di essere comunista, traditore, ateo.
Film successivi che si ispirano o fanno riferimento sono: Blow-Up di Michelangelo Antonioni (1066), Donne in amore di Ken Russel (1969), Manhattan di Woody Allen (1979), Celebrity di Woody Allen (1998), Pulp Fiction di Quentin Tarantino (1994), Totò, ,Peppino e la dolce vita di Sergio Corbucci (1969), La grande bellezza di Paolo Sorrentino (2013).
La scena della fontana è un simbolo del cinema del XX secolo, il nome di un personaggio, Paparazzo, ha originato il significato di fotografo invadente e scandalistico. Il maglione a collo alto indossato da Mastroianni è diventato il maglione “dolce vita”.

“La dolce vita di Fellini è troppo importante perché se ne possa parlare come si fa di solito di un film. Benché non grande come un Chaplin, Eisenstein o Mizoguchi, Fellini è senza dubbio “autore”, non “regista”. Perciò il film è unicamente suo: non vi esistono né attori né tecnici: niente è casuale.” [Pier Paolo Pasolini]