In Drammatico/ Horror

Ghost story – 2017 – David Lowery

Che meraviglia!… Un film con il fantasma lenzuolo!… Non vola, non ci si passa attraverso, non striscia malevolo, per ora… Ha buchi per gli occhi, neri. Il film inizia con lunghe scene fisse e statiche, con nulli dialoghi, no musica, fasi dell’accettazione. Scambio di ruoli, il fantasma è spettatore, per ora, non protagonista. Lei è orizzontale, china, affamata; lui è verticale, statico,immoto. Ah! Aiuto! Tutti i fantasmi sono lenzuola con buchi, e il loro mondo è tristissimo, più di quello che abbiamo mai immaginato. E poi torna il ritmo, e la memoria non è solo ricordo, è contatto. Ma la vita continua e i fantasmi non lasciano le proprie case, almeno quelli con un lenzuolo, che è anzi un vero e proprio abito da fantasmi, con lunghe manicone, una forma, uno strascico. Ma la vita continua, e la casa viene abitata, riabitata, distrutta, e le attese sfioriscono. E poi il tempo si muove avanti, poi si riavvolge e tutto ha ancora modo.
Ciclicità, oppressione, ratio 4:3, 33 fotogrammi al secondo, accadimenti e riaccadimenti, fino all’esalazione nel momento della rivelazione del ricordo, della traccia, che ad ognuno di noi piacerebbe lasciare, nei luoghi che abbiamo chiamato casa.