Molto bello il confronto fra il mondo del gioco e quello reale. Nessun pensiero, nessun dolore, nessuna tristezza, nessuna macchia, nel primo, tutto storto, complicato, difficile, doloroso, nel secondo.
E poi tutto si incontra, e il rosa perenne si tinge di verità, di incompletezza, di memorie. Parodiando molti altri film, riprendendo scenari mitologici, e culminando nella danza dei Ken, dopo la guerra, il film torna rosa pregnante, e la fata madrina trasforma pinocchio in un bambino.

