Vertigine

 

Afferrami alla vita,

uomo. La cengia č stretta.

E l'abisso č il risucchio spaventoso

che ci vuole assorbire.

Vedi: la falda erbosa, da cui balza

questo zampillo estatico di rupi,

somiglia ad un camposanto sconfinato,

con le sue pietre bianche.

Io mi vorrei tuffare a capofitto

nella fluiditā vertiginosa;

vorrei piombare sopra un duro masso

e sradicarlo e stritolarlo, io,

con le mie mani scarne;

strappare gli vorrei, siccome a croce

di cimitero, una parola sola

che mi desse la luce. E poi berrei

a golate gioiose il sangue mio.
 


Afferrami alla vita,

uomo. Passa la nebbia

e lambe e sperde l'incubo mio folle.

Fra poco la vedremo dipanarsi

sopra le valli: e noi saremo in vetta.

Afferrami alla vita. Oh, come dolci

i tuoi occhi esitanti,

i tuoi occhi di puro vetro azzurro!
 


(
Antonia Pozzi)