Goldwin James

 

Harry Wilmans! Tu che cadesti in una palude

vicino a Manila, seguendo la bandiera,

non fosti colpito dalla grandezza di un sogno,

né distrutto da un'opera inutile,

né spinto alla follia da inceppi diabolici;

non fosti straziato da nervi sofferenti,

nè dovesti trascinare ferite nella vecchiaia.

Non soffristi la fame, perché il governo ti nutriva.

Non soffristi pur gridando "avanti!"

a un esercito da te guidato

contro un nemico dai sorrisi beffardi,

più taglienti delle baionette. Non fosti abbattuto

da bombe invisibili. Non fosti respinto

da coloro in favore dei quali tu fosti sconfitto.

Non dovesti mangiare il pane insipido

che una misera alchimia ricava dagli ideali.

Tu andasti a Manila, Harry Wilmans,

mentre io m'arruolai nell'esercito scalcinato

dei seminaristi entusiasti,

che avanzavano, che venivano respinti e cadevano,

malati, infranti, piangenti, privi di fede,

seguendo la bandiera del Regno dei Cieli.

Tu e io, Harry Wilmans, siamo caduti

nei nostri modi diversi, non distinguendo

il bene dal male, la sconfitta dalla vittoria,

né quale volto sorrida

dietro la maschera demoniaca.

 

(Edgar Lee Masters)