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Come chi gioia e angoscia provi insieme gli occhi di lei così m'hanno lasciato. Non so pensarci. Eppure mi ritorna più e più insistente nell'anima quel suo fugace sguardo di commiato. E un dolce tormento mi trattiene dal prender sonno, ora ch'è notte e s'agita nell'aria un che di nuovo. Occhi di lei, vago tumulto. Amore, pigro incredulo amore, più per tedio che per gioco intrapreso, ora ti sento attaccato al mio cuore (debol ramo) come frutto come geme. Amore e primavera vanno insieme. Quel fatale e prescritto momento
che ci diremo addio è già in ogni distacco del tuo volto dal mio. Cosa lieve è il tuo corpo! Basta ch'io l'abbandoni per sentirti
crudelmente lontana. Il più corto saluto è fra noi due un commiato finale. Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo così, senza speranza. Se tu sapessi com'è già remoto il ricordo dei baci che poco fa mi davi, di quel caro abbandono, di quel folle tuo amore ov'io non mordo se sapore di morte. (Vincenzo Cardarelli)
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