Amore

 

Come chi gioia e angoscia provi insieme

gli occhi di lei così m'hanno lasciato.

Non so pensarci. Eppure mi ritorna

più e più insistente nell'anima

quel suo fugace sguardo di commiato.

E un dolce tormento mi trattiene

dal prender sonno, ora ch'è notte e s'agita

nell'aria un che di nuovo.

Occhi di lei, vago tumulto. Amore,

pigro incredulo amore, più per tedio

che per gioco intrapreso, ora ti sento

attaccato al mio cuore (debol ramo)

come frutto come geme.

Amore e primavera vanno insieme.
 


Quel fatale e prescritto momento

che ci diremo addio

è già in ogni distacco

del tuo volto dal mio.

Cosa lieve è il tuo corpo!

Basta ch'io l'abbandoni per sentirti

crudelmente lontana.

Il più corto saluto è fra noi due

un commiato finale.

Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo

così, senza speranza.

Se tu sapessi com'è già remoto

il ricordo dei baci

che poco fa mi davi,

di quel caro abbandono,

di quel folle tuo amore ov'io non mordo

se sapore di morte.
 


(
Vincenzo Cardarelli)